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Seduto in quel caffè io non pensavo a te. 29 Settembre 2007

Posted by Mauro Italiano in Brasil.
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Oggi, 29 Settembre… questa era scontata.

Solo una comunicazione di servizio: il mio viaggio Curitiba – Ancona durerà la ragionevole (…) bellezza di 22 ore e mezza.

Alitalia

Si ringrazia la collaborazione TAM-Linhas aéreas / Alitalia.

Ho perso aerei, treni, più di una volta il portafogli, indirizzi, soldi… e sarà che nella confusione non ricordi dove ho messo quell’altra cosa? 28 Settembre 2007

Posted by Mauro Italiano in Brasil, France, Stati Uniti.
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Il primo aereo che ho preso mi ha portato a Parigi. Si andava in America.

Parigi.

Place Pigalle

Parigi è una città ingombrante, psicologicamente parlando.

Si fa ricordare anche solo per piccole cose, particolari, deja-vu. Come lei neppure Firenze, che paga forse la mancanza del Metrò.

Anche il ricordo del primo metrò è vincolato agli Stati Uniti, ma devo fare un po’ di fatica a riportarlo alla mente.

Parigi invece è sempre lì, con quell’aria seria.

Non so… tipo… Rio de Janeiro sorride, Parigi no.

Parigi ti guarda seria, in qualsiasi parte di essa tu ti trovi.

New York si distrae a volte: ha troppo da fare. C’è troppa gente da seguire lì, per poterti dedicare attenzione continua; tu non sei che un’altra minuscola pedina della scacchiera. Ti puoi perdere nella moltitudine di razze e persone che la attraversano, lei non se ne accorge; tu sei lì, ma sembra che nessuno lo sappia, neppure chi ti urta passandoti accanto. Questo la accomuna forse a Roma, che splendida si lascia guardare (narcisa) e si finge distratta. O che magari lo è davvero, ciò solo ai romani è dato saperlo.

Ma Parigi no, Parigi non è distratta. Parigi non si distrae mai.

Lei ti guarda, e niente in essa succede senza che lei lo sappia. Puoi prendere la metropolitana e nasconderti per un po’ nei ventosi sottopassaggi, ma prima o poi dovrai uscire di nuovo, e questo lei lo sa bene, ti lascia fare.

Perchè che tu ti trovi a “Pigalle” o “Bir-Hakeim”, “Nation” o “La Defense”, lei lo sa.

E allora succede che a Parigi tu ti senta un po’ più parigino di quanto tu possa sentirti newyorkese a New York o carioca a Rio. Anche se magari per caso conosci il portoghese meglio del francese.

Puoi startene in silenzio. Lei gioca a sedurti, e fa in modo che le cose accadano romanticamente in lei.

Puoi andartene in giro e goderti lo scarico (a spalla) dei grandi sacchi di farina davanti al forno alla mattina, e non devi per forza far foto.

Non mi piace fotografare le città, preferisco portarmi dentro dei piccoli ricordi che siano soltanto miei.

E che nessuno mai possa vedere.

E allora mi tengo stretti i giri in scooter che mi facevo per Lancianovecchia, sognando di avere qualcuno sul sedile posteriore.

O le aspre scalinate di Roscigno, che portano alla chiesetta di San Rocco.

O la vista di Le Mans che si aveva dalle acque de La Sarthe. Era così bello osservarla dal basso. E da in mezzo all’acqua tutta quella frenesia di corse d’autobus deviate dai lavori della linea del tram svaniva.

E restava solo una strana aurea, Le Mans… si rifletteva sull’acqua. Con i suoi tetti a punta. Con i suoi fiori sempre nuovi. E le persiane blu.

Ed era più bella, ancora un po’.

Homesick, ’cause I no longer know where home is. 27 Settembre 2007

Posted by Mauro Italiano in Brasil, France, Viaggi.
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Sono a Rio de Janeiro.

Sono da solo.

Sono da solo a Rio de Janeiro in una camera di ostello, che evito di commentare.

Dovrei scrivere delle cartoline, o forse è solo una scusa per non uscire.

Dovrei scrivere delle cartoline, e invece sono qui che cerco di riempire un foglio bianco, scrivendo innaturalmente per il suo lato maggiore.

Potrei andare in un certo Shenanigan’s, che la mia Lonely planet consiglia “if you’re feeling homesick”.

I’m not feeling homesick, I guess.

Na verdade nem sei onde e a minha casa.

Ou si j’ai une maison… encore.

Homesick…

Mi affaccio dalla finestra e vedo il Cristo Redentore, illuminato di bianco, candido, su uno sfondo nero avorio.

C’è solo Lui, lassù. Con la sua testa che sembra un po’ chinata, e quell’aria di chi ti guarda, e ti ascolta… in silenzio.

And a few things I told Him. All the way to the top today, by foot, kind of 2 hours walking. Me, myself and I. And Him, probably.

Pelo menos prefiro acreditar que estava alí comigo. Quando todo o mundo vai embora.

Et il-y-à personne a t’ecouter. Porquoi je suis seule? Ah, quelle question… parce que j’ai choisi comme ça! C’est claire…

Non mi posso neppure lamentare, sempre che serva a qualcosa.

I can’t complain. Actually I don’t even want to. I don’t know no more what I want. Did I ever know?

Será que eu quero voltar pra Itália? Será que eu quero ficar aqui? E que tal fazer minha despedida? Será que eu vou ter uma? E quem vou convidar?

Situations à eviter… motte de passe: simplifier.

Ma alla fine rimane sempre tutto come prima, come è sempre stato; io che giro attorno ad una soluzione che NON ESISTE e che dovrei smettere di cercare.

Vorrei stancarmi.

Per stare meglio.

I don’t know if I would like to go back in Italy. But anyway I would like to know that someone is waiting for me. But no one is waiting, and no one ever waited.

Há pessoas “fortes” neste mundo, são eles que ganham no fim, talvez. Mas é um sentido da palavra “forte” que eu não gosto, nunca gostei.

Je veux pas être fort, si ça veut dir… croix pas en personne/sentiments.

Ho fatto il giro del mondo, e com’è che torno a casa? Cosa ho imparato?

A volte mi sembra che noi in realtà non impariamo mai.

Nasciamo, ingrassamo, e crepiamo alla stessa maniera. “Chi nasce tondo non muore quadro“, diceva qualcuno troppo cretino per essere ricordato.

All these places I’ve seen, all these languages I’ve learnt, all these faces in the back of my eyes. They left nothing.

Memories, and nothing else.

Good ones, bad ones, joy, tears. But Mauro is still the same.

Nothing useful. Memories are not useful.

Come i servi della gleba, o il tipo che spera che portando i dischi lo facciano entrare alla festa delle medie.

A gente dança sozinha. As vezes se mistura, se divirte; as vezes da olhadas ao redor, e fica triste.

Parce que sont toujours les forts à gagner, qui dansent en couple (toujours) e s’amousent (tojours même), e quand ils sont tristes ils rient, e nous comprenons pas que este ce qui se passe. Qui sont froid. E qui ont les yeux vide.

Voglio soffrire.

E voglio tornare a casa con i miei occhi.

And with my translucent teardrops, the ones it’s only me to see.

Não quero ninguém, que eu seja feliz o não.

Je veux retourner à ma maison, mais ça c’est pas en Italie.

E allora continuo a cercare.

Homesick.

It doesn’t matter for how long.

Eu esperei por esta noite… uma semana… 24 Settembre 2007

Posted by Mauro Italiano in Brasil.
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… e ridere di questi giorni… 23 Settembre 2007

Posted by Mauro Italiano in Films, France, Viaggi.
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6 ore.

E poi si parte. Finalmente.

Aria nuova, che arriva un po’ da tutte le parti, e da alcune di queste… è davvero inaspettata.

Ma la respiro tutta, la butto giù e me la tengo stretta, per quando (speriamo magari di no) dovesse disgraziatamente venire a mancare di nuovo.

One day I’ll fly away…
leave all this to yesterday…
What more could your love do for me,
when will love be through with me…

Ahhh! Voglio un pianoforte! 19 Settembre 2007

Posted by Mauro Italiano in Musica.
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EvvedichevadoafarmiunapunturaescrivoLadyJane… 19 Settembre 2007

Posted by Mauro Italiano in Amore, Musica.
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Evvedi che qualcosa mancava… dovevo leggere con più attenzione…

La stagione dell’amore viene E VA,
i desideri non invecchiano QUASI mai con l’età.
Se penso a come ho speso male il mio tempo
che non tornerà, non ritornerà più.
La stagione dell’amore viene E VA,
all’improvviso senza accorgerti, la vivrai, ti sorprenderà.
Ne abbiamo avute di occasioni perdendole;
non rimpiangerle, non rimpiangerle mai.
Ancora un altro entusiasmo ti farà pulsare il cuore.
Nuove possibilità per conoscersi
e gli orizzonti perduti non ritornano mai.
La stagione dell’amore tornerà,
con le paure e le scommesse QUESTA VOLTA quanto durerà.
Se penso a come ho speso male il mio tempo
che non tornerà, non ritornerà più.

Ok… per il progetto “Il mio sindaco canta Cucurrucucu” vi rimando al blog di mio fratello. Eheheh

A descrição de um momento… 17 Settembre 2007

Posted by Mauro Italiano in Musica.
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Questa me la devo (o forse no?)… O forse me la dovevo prima di partire. Mi concedo una traduzione, ai miei fans italiani non servirà.

Gli errori che dovrebbero eventualmente esserci… sono ovviamente licenze poetiche.

A descrição de um momento,
as convicções que mudam,
desaba a fortaleza do meu fraco pra você…
mesmo se não está sozinha, porque sozinha não sabe estar
você pensa que dividir-se a vida seja normal.
Mas a minha memória desliza
e eu lembro límpida a transmissão dos pensamentos
e a sensação que num momento
qualquer coisa nós pensamospodia accontecer

E DEPOIS O QUE ACONTECEU?
Espera-me ou esquece-me…
A gente se encontra de novo
depois de quase cinco anos…

Ah! Como sempre tu és a descrição de um momento para mim…
Ahi, ahi, ahi, ahi! Como sempre tu és uma emoção fortissima…
Ahi, ahi, ahi, ahi! Como sempre tu és lindissima…

Ouvi falar das tuas viagens,
ouvi falar que passa mal,
que você tornou-se louca
mas eu sei que você é normal.
ME PEDE DE PARTIR AGORA
porque os números e o futuro não te dão preocupação.
Queria poder-te acreditar,
seria muito mais fácil
reencontrar-se nos pensamentos…
deitados como se nós formos
parados ainda no momento em que
PODIA ACONTECER

E DEPOIS O QUE ACONTECEU?
Espera-me ou esquece-me…
A gente se encontra de novo
pelo menos outros cinco anos

Ah! Como sempre tu és a descrição de um momento para mim…
Ahi, ahi, ahi, ahi! Como sempre tu és uma emoção fortissima
Ahi! Como sempre tu és lindissima… porque…

Ahi, ahi, ahi, ahi! Como sempre tu és a descrição de um momento

Soltanto il sogno ti dà infinite possibilità… 15 Settembre 2007

Posted by Mauro Italiano in Brasil.
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La realtà te ne dà un paio, a volte nessuna.

Ti presenta situazioni ingestibili, nelle quali ogni tua mossa non solo si rivela errata, ma peggiora esponenzialmente tutto ciò che ancora può essere complicato.

Incredibili per complessità, situazioni che mai avresti immaginato possibili.

Ma lo sono, eccome. Te ne accorgi solo quando realizzi che non sono più “possibilità”, bensì realtà, le quali troppo tardi ci si decide ad accettare, e con le quali troppo tardi si comincia a fare i conti.

I conti che non tornano mai.

L’amore e/è Babbo Natale 14 Settembre 2007

Posted by Mauro Italiano in Amore, Brasil.
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Ci sono cose in cui si crede, ed è bello crederci.

Perchè è credere nelle cose, che le rende VERE. Che da loro una forma e te le fa VEDERE. Che da loro un profumo e te le fa RESPIRARE. Che le fa VIVERE e che te le fa VIVERE.

Che te le fa riconoscere, quando le senti attorno.

Che te ne fa sentire la mancanza, quando invece non ci sono più.

Poi un giorno qualcuno ti dice che Babbo Natale non esiste. E la prima reazione è sempre “rabbia”, molta della quale è “dedicata” a quella persona, sì, quella che ti sveglia dal sogno; rabbia, perchè spesso è la stessa che tempo addietro ti aveva detto di scrivere la letterina. E perchè tu non capisci come sia possibile, mentre per quella persona è tutto NORMALE.

Cosa chiederete a Babbo Natale quest’anno?

Sì, lo so, forse è un po’ presto per pensarci; ma io già guardo lontano, l’ho sempre fatto e non mi chiedo mai se sia giusto o sbagliato.

Io non so se scriverò a Babbo Natale; certo è che se lo farò, gli chiedero di ridarmi la fiducia nelle persone, ne avevo tanta e non ne sentivo il bisogno.

Vorrei tanto provarne almeno un po’, adesso, di fiducia. Ma niente, mi sforzo, e… niente, niente… non ne viene fuori niente.