Troppe volte “zero”, baby, non vuol dire “uno”. 12 Maggio 2009
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Giovedì 30 aprile “La Repubblica” titolava così: “FIAT, oggi l’accordo con Chrysler”.
Da allora è stato anche detto che la casa automobilistica torinese sarebbe interessata a fondersi con la tedesca OPEL, a rilevare la svedese SAAB, e ad acquisire partecipazioni nel gruppo General motors – Sud America.
Scommettiamo che non se ne fa niente? Di niente?
Io, l’altro 2 Maggio 2009
Posted by Mauro Italiano in Films.Tags: Io l'altro, Mohsen Melliti, Recensioni
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Regia: Mohsen Melliti (7)
Sceneggiatura: Mohsen Melliti (7.5)
Cast: Raoul Bova (8), Giovanni Martorana (9)
Produzione: ITA, 2007
Durata: 80′ ca.
VOTO 7.5/10
Perché essere prevenuti quando la produzione è italiana? Il nostro cinema sarà pur carente di validi mezzi ed interpreti, ma non possiamo negargli la straordinaria capacità di trasformare un plot semplice e (a tratti) prevedibile in un film godibile e mai noioso. Un peschereccio e due uomini che credono di conoscersi: l’equivalente americano sarebbe stato un pessimo b-movie, invece sono qui a fare i complimenti a Melliti per la regia, ma ancor più per la sceneggiatura originale che tratta un tema (sempre/sempre più) attualissimo (mi si passi il superlativo superfluo) senza cadere mai nel banale, anzi lasciandoci ricordare quella paura che dal famoso 11 Settembre tutti conosciamo e neghiamo di provare.
La paura dell’altro, del nostro vicino di casa, l’ossessione di essere dalla parte di quel “giusto” che nessuno può conoscere ma che tutti vogliamo custodire.
Buone le interpretazioni di Bova (“navigato” pescatore) alle prese con il dialetto siciliano (ma per una analisi più attendibile dovremmo chiedere ad un isolano…) e di Martorana nei panni (credibili) di tunisino trapiantato fin nelle inflessioni linguistiche deviate dalla lingua madre (mi riferisco a quella del personaggio, l’arabo).
Trovate interessanti, affatto banali [anzi, sta proprio nella banalità la loro forza - vedi: il santino...], che ci avvicinano alla tensione emotiva del protagonista e finale a sorpresa (?) a guarnire 80 minuti di buon cinema.
Da rivedere: La fretta con cui si “taglia”… chi vuol capire, capisca.




















