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Io, l’altro 2 maggio 2009

Posted by Mauro Italiano in Films.
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Regia: Mohsen Melliti (7)
Sceneggiatura: Mohsen Melliti (7.5)
Cast: Raoul Bova (8), Giovanni Martorana (9)
Produzione: ITA, 2007
Durata: 80′ ca.

VOTO 7.5/10

Io, l'altro

Perché essere prevenuti quando la produzione è italiana? Il nostro cinema sarà pur carente di validi mezzi ed interpreti, ma non possiamo negargli la straordinaria capacità di trasformare un plot semplice e (a tratti) prevedibile in un film godibile e mai noioso. Un peschereccio e due uomini che credono di conoscersi: l’equivalente americano sarebbe stato un pessimo b-movie, invece sono qui a fare i complimenti a Melliti per la regia, ma ancor più per la sceneggiatura originale che tratta un tema (sempre/sempre più) attualissimo (mi si passi il superlativo superfluo) senza cadere mai nel banale, anzi lasciandoci ricordare quella paura che dal famoso 11 Settembre tutti conosciamo e neghiamo di provare.

La paura dell’altro, del nostro vicino di casa, l’ossessione di essere dalla parte di quel “giusto” che nessuno può conoscere ma che tutti vogliamo custodire.

Buone le interpretazioni di Bova (“navigato” pescatore) alle prese con il dialetto siciliano (ma per una analisi più attendibile dovremmo chiedere ad un isolano…) e di Martorana nei panni (credibili) di tunisino trapiantato fin nelle inflessioni linguistiche deviate dalla lingua madre (mi riferisco a quella del personaggio, l’arabo).

Trovate interessanti, affatto banali [anzi, sta proprio  nella banalità la loro forza - vedi: il santino...], che ci avvicinano alla tensione emotiva del protagonista e finale a sorpresa (?) a guarnire 80 minuti di buon cinema.

Da rivedere: La fretta con cui si “taglia”… chi vuol capire, capisca.

IMDB: http://italian.imdb.com/title/tt0827183/

io-laltro1

Closer 25 settembre 2008

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Regia: Mike Nichols (10)
Sceneggiatura: Patrick Marber (7.5)
Cast: Jude Law (9.5), Julia Roberts (8.5), Natalie Portman (8.5), Clive Owen (9)
Produzione: USA, 2004
Durata: 100′ ca.

VOTO 9.5/10

Closer

Avete presente quella sensazione… alla fine di un film?

“E se invece lui avesse fatto?”, “E se invece le avesse detto?”, “Cosa sarebbe successo se… ?”.

No, con Closer non è successo. È perfetto. Non so perché non gli sto dando “10″.

Forse solo per tenermi un margine di miglioramento, per un’ipotetico filmone.

GUARDATELO.

Da rivedere: NON LO SO. Se devo trovarci qualcosa per forza… rivedrei qualche parola dei testi del doppiaggio. Ma sto sforzandomi di essere troppo pignolo.

IMDB: http://www.imdb.com/title/tt0376541/

Sangue – La morte non esiste 9 settembre 2008

Posted by Mauro Italiano in Films.
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Regia: Libero De Rienzo (8)
Sceneggiatura: Libero De Rienzo (6.5)
Cast: Elio Germano (6), Emanuela Barilozzi (9), Libero De Rienzo (5.5), Luca Lionello (4.5)
Produzione: ITA, 2005
Durata: 105′ ca.

VOTO 6.5/10

Sangue - La morte non esiste

Di sicuro un film da guardare con molta attenzione.

Ed io non ce ne ho messa abbastanza.

Mi incuriosiva la regia, per farmi un’idea più ampia su Libero De Rienzo, ed in questo senso “Sangue – La morte non esiste” non delude affatto. Certo, non sarà un film da guardare con gli amici ed i pop corn, ed appare sin dall’inizio COMPLICATO seguire la trama di questo film in tre episodi.

Tant’è vero che la storia dei due protagonisti rimane un punto interrogativo anche dopo i titoli di coda. E quindi forse – se si esclude la scena finale della Messa – non si capisce neppure quale sia il messaggio che il regista vuole passarci. Ma non è detto che debba essercene necessariamente uno.

È forse per questo motivo che non so quanto di questo film resterà impresso a distanza di tempo, eccezion fatta per lo splendido sorriso di Emanuela Barilozzi (Stella) – bella sorpresa -, la sinergia musica – immagine (che pesa nell’8 dato al regista) e gli accattivanti giochi di luce bianca/nera che aprono e chiudono il film – ne sconsigliamo la visione ad un pubblico di epilettici -.

Da rivedere: la scena finale in Chiesa, anzi – più nello specifico – l’omelia del “celebrante”, dai contenuti davvero troppo scontati in un film che vuol’essere così tanto alternativo. Lo spagnolo di Libero De Rienzo, anche se di certo non manca di originalità (ma questo lo si sapeva). L’interpretazione di Elio Germano (Iuri): forse mi aspettavo troppo.

IMDB: http://www.imdb.com/title/tt0805607/

Saw IV 31 agosto 2008

Posted by Mauro Italiano in Films.
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Regia: Darren Lynn Bousman (5)
Sceneggiatura: Patrick Melton, Marcus Dunstan (5.5)
Cast: Tobin Bell (6.5), Scott Patterson (4), Lyriq Bent (5.5)
Produzione: USA, 2007
Durata: 95′ ca.

VOTO 5/10

Saw IV

Allora, facciamo così: non starò a sindacare sui contenuti, altrimenti rischio di non andare più a dormire.

Altrimenti dovrei parlarvi del ruolo del “detective che sa tutto”, l’Agente Strahm (Scott Patterson) – che comunque deve il 4 non al ruolo interpretato bensì alla pessima interpretazione (patetici i pugni contro il muro durante uno degli interrogatori) -, o del motivo che spinge ogni protagonista della saga “Saw – L’enigmista” a cercare  di risolvere i peggiori casi di omicidio plurimo senza l’aiuto delle forze dell’ordine… chiedetelo all’Agente Rigg (Lyriq Bent), che in quanto onesto agente di polizia ritiene logico lasciarsi alle spalle una scia di cadaveri nel patetico tentativo di “salvare” un suo collega (che, manco a dirlo, muore…). Dovrei cominciare con questi presupposti, allora preferisco non farlo.

Salto a piè pari anche il discorso “perché si guardano i sequel”, che poi è una diretta conseguenza del “perché si girano i sequel”… diciamo solo che il film è evidentemente TROPPO improvvisato. Questa è la prima – forte – impressione. Se poi lo dice anche il regista che “Saw IV” nasce  postumo dell’inaspettato successo di “Saw III – L’enigma senza fine”, beh… allora Amen. Non che le idee di fondo non possano reggere, sia chiaro… purtroppo le sceneggiature (generalizziamo riferendoci ai tre capitoli successivi a “Saw – L’enigmista” del 2004) finiscono per essere farcite da troppi accadimenti, troppi protagonisti (davvero troppi omicidi, specie negli ultimi due episodi della saga), troppi salti cronologici (perché salta fuori Jeff (Angus Macfadyen) alla fine! Andava tutto così bene!) e di ambientazione (che poi si rivelano tutte copiate con lo stampino… (garage male-illuminato + assalto squadra speciale SWAT)… davvero troppa carne a cuocere. E neppure tanto buona.

Morale della favola: “Saw IV” sembra un enorme trailer.

È una sensazione che si fa davvero evidente, anche grazie alla costante/straziante presenza di musiche di ambiente (manco stessimo guardando “Centovetrine”) e all’abuso della ripresa con macchina a mano (la sequenza pre-ingresso nella sala finale è da emicranea fulminante).

Concludo con un appunto al direttore del doppiaggio: la voce italiana dell’enigmista (Tobin Bell) starebbe bene a  Richard Gere in “Pretty woman”. Ringrazio il cielo di aver visto i precedenti capitoli in lingua originale.

Torno a guardare un film in una tranquilla serata casalinga… di certo avrei potuto farlo con un altro titolo.

Da salvare: il motivo che (comunque) mi fa sedere e guardare “Saw IV”, sebbene non fossi rimasto soddisfatto dal capitolo precedente, che credo sia l’originalità del soggetto (quello del primo film). L’interpretazione di Tobin Bell. La forza del montaggio parallelo (stile Tarantino o “21 grammi – Il peso dell’anima”, per intenderci).

IMDB: http://www.imdb.com/title/tt0890870/

Ormai le navi sono partite… 30 giugno 2008

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Colombo

Sarà un proverbio spagnolo! Mettiamoci una pietra sopra…

Anche libero va bene 28 giugno 2008

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Regia: Kim Rossi Stuart (7.5)
Sceneggiatura: Kim Rossi Stuart, L.Ferri, F.Starnone (8)
Cast: Kim Rossi Stuart (9), Barbara Bobulova (7), Alessandro Morace (8.5)
Produzione: ITA, 2006
Durata: 100′ ca.

VOTO 9/10

Anche libero va bene

Che sorpresa.

Finalmente (e solo perchè sono io ad essere tardivo) Kim Rossi Stuart ripaga la stima che ripongo da tempo in lui, ed in pochi altri, e mi regala una gran bella serata.

E non solo. Perchè oltre all’esaltante “prima volta” da regista e sceneggiatore, Kim in un colpo solo spazza via il kimono d’oro, Fantaghirò e compagnia, ed emoziona con un’ottima recitazione.

Per fare bei film ci vuole poco, e qualcuno sembra avero capito (o meglio… sembra averlo tenuto a mente). La sceneggiatura è uno spaccato di oggi, niente di +, niente di -, e le performance degli attori sono (evvai!) finemente credibili. Su tutti, spiccano Alessandro Morace (Tommi) – voglio rivederlo subito, se possibile – e Kim Rossi Stuart (Renato), entrambi veri, vivi e vegeti, coi pregi, i difetti, il riso ed il pianto, e le bollette da pagare.

Un film crudo (nel senso di “non cotto”), di facile lettura ma di lunga persistenza nella memoria, ci racconta qualche mese di vita di una famiglia a cui manca un pezzo (la mamma, Barbara Bobulova/Stefania, che l’ha lasciata “per scelta”… se così la si può definire), e di un padre, Renato, che la tira avanti (quasi) come se niente fosse. Renato, infatti, non si vergogna della sua situazione, e ne rende partecipi i suoi 2 figli, in una sorta di comune a 3 fattori nella quale ognuno ha il suo ruolo e le proprie responsabilità perchè tutto fili liscio. Un giorno però…

Da rivedere: la storia del compagno di classe di Tommi… non che conti chissà quanto… però magari qualcosina in più si poteva dire.

IMDB: http://www.imdb.com/title/tt0456041/

Il pazzo sta scrivendo da vent’anni una canzone senza verità ma adesso é tardi e FORSE questa sera metterà un punto e l’abbandonerà. 23 dicembre 2007

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E se fosse davvero così?

In fondo niente ci lega, se non la razionalità, ancora una volta – dannata.

Un giorno di ordinaria follia

(pensiero cattivo di qualche tempo fà)

Alla fine torno ad averne piacere. Ho una connessione, leggo le email e scrivo sul blog. Ed un Lucano in più dalla vita.

Un cartello di 6 metri dice tutto è intorno a te. 21 dicembre 2007

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Kramer vs. Kramer

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Si… quando parlavate, cioè mia moglie… la mia ex-moglie… parlava di quanto era infelice durante il matrimonio, e forse molto di ciò che diceva era vero; c’erano tante cose che non capivo, e che farei diversamente se potessi… come ci sono tante cose che cambieremmo, ma non si può. Certe cose una volta fatte non puoi disfarle.

Mia… moglie… la mia ex-moglie dice che vuole bene a Billy, e io credo di sì, ma non credo che questo sia il punto qui.

Infatti, se ho ben capito… quello che più conta qui è solo il bene di nostro figlio, ciò che è meglio per lui.

Mia moglie non faceva che dirmi “Perché una donna non può avere le stesse ambizioni di un uomo?”; forse hai ragione, forse sono riuscito a capirlo.
Ma per lo stesso principio vorrei sapere quale legge dice che una donna è un genitore migliore semplicemente in virtù del suo sesso. Ho avuto tempo di pensarci molto: cos’è che fa un buon genitore? È qualcosa che ha a che fare con la costanza, ha a che fare con la pazienza, che ha a che fare con l’ascoltarlo o col fingere di ascoltarlo, se ti manca anche la forza di ascoltare, ha a che fare con l’amore? … come diceva lei. E io non so dove è scritto il fatto che una donna ha l’esclusiva, il monopolio, e che un uomo difetta di certi sentimenti che… che ha la donna.
Il bambino ha una casa con me. l’ho fatta meglio che potevo, non è perfetta; io non sono un genitore perfetto, e qualche volta non ho pazienza, e mi dimentico che lui è… è un ragazzino.

Ma sono lì.

Io mi alzo la mattina, facciamo colazione, lui parla con me, poi andiamo a scuola; la sera ceniamo insieme, parliamo, gli leggo e… abbiamo costruito una vita insieme, e ci vogliamo bene.

Se tutto ciò verrà distrutto… potrebbe essere irreparabile.

Joanna non lo fare, ti prego. Non farglielo per la seconda volta.

Estendere la vita circoscritta all’anulare ha controindicazioni nel sociale, nella fattispecie, esistono tutte le attenuanti. 6 dicembre 2007

Posted by Mauro Italiano in Films, Viaggi.
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Ancona, 17/10/2007 ore 00.40

Mi è tornato in mente il blog, ed il fatto che trascuro internet da un po’.
Mi viene da pensare “meglio così”.

Ma questo blog si merita qualcosa, ed allora mi alzo dal letto ed accendo il computer alle 00.40, e mi metto a scrivere.

Questo blog si merita qualcosa di speciale, ed allora penso a quello che forse è il miglior post che io abbia mai concepito… tutto cominciava da un ricordo legato agli ovetti Kinder.
Alla cioccolata…

Pensare alla cioccolata mi fa venire in testa la Svizzera, e l’unica volta che ci sono stato, tanti anni fa.
E la fabbrica della “Toblerone” (triangolare come ciò che produce), che assomigliava così tanto allo stereotipo di fabbrica che pervade le teste di tutti i bimbi del mondo.

Evito di “fermarmi” alla stazione di Milano e torno a pensare alla Svizzera che, suo malgrado, mi suggerisce anche altri ricordi, questi più recenti…
Un treno che parte per Ginevra, alle 4 del mattino.
Io, in una stazione di TGV, che guardo il treno, e che cerco uno sguardo. Che (bugiarda) non ho incrociato. Un segno, che forse potevo cogliere prima…

Mirko, quante volte ho avuto… “pietà” di lui.
Invece lui si, forse, dall’alto della sua ingenuità sapeva tutto.
Mirko… quando l’ho incontrato a “La Limite”, locale nascosto tra le stradine della Vieux-Mans, mi disse che ero il primo italiano che incontrava in Francia.
Ricordo che in quel preciso istante percepii che un nuovo capitolo stava per essere scritto.
Non che lui dovesse necessariamente farne parte, ma qualcosa stava accadendo.

All’estero non mi piace confondermi con i miei connazionali.
Forse perchè lo voglio, o forse perchè semplicemente va così, ne incontro sempre pochi.

In Brasile gli unici connazionali che ho incrociato li ho visti a Foz de Iguaçu. Era una comitiva di terza età che avrebbe riempito il mio aereo di ritorno a Curitiba, ma intanto gli frugavano nelle valigie alla ricerca di elettronica a prezzi stracciati che si raccatta in Paraguay. Io col mio portoghese tiravo dritto.
Eh già: lì non è che i controlli negli aeroporti siano così, diciamo… restrittivi.
Oddio, a dir la verità lo sono forse anche di più, ma solo se si accorgono che sei un “gringo”.
Quando questo non accade, i controlli praticamente non esistono.
Come le carte di imbarco. Il massimo che ti consegnano è uno scontrino con su scritto il tuo nome e l’orario del tuo volo, ma quel tagliandino tu potresti scambiarlo con chiunque; nessuno ti chiede il passaporto per controllare se poi sull’aereo ci andrai effettivamente tu.

In Francia ti fanno togliere le scarpe all’aereoporto, un’altro mondo.
Penso alle Nike blu e oro, che comprai una settimana dopo essere arrivato a Le Mans, e che dopo aver percorso migliaia di chilometri (in tutti i sensi) giaciono da qualche parte in un quartiere chiamato Campo Cumprido.

Penso all’aeroporto di Orly, e a Felipe, che si era presentato come “quasi francofono” quando poi in realtà dovetti ordinargli la colazione al bar perchè non capiva una mazza di francese… però era simpatico; parlammo per ore in (un per me ancora stentato) portoghese, e mi disse di fargli sapere se mai fossi andato dalle sue parti.
Dalle sue parti poi ci sono andato; un peccato non averlo ricontattato, ci avrei fatto volentieri altre due chiacchiere.
Comunque se penso a quella indimenticabile giornata, penso ai formaggi vietati sugli aerei della EasyJet, e ad un volo che “saia por” Barcellona.

E allora penso ad oggi, quando davanti agli occhi mi è passato di nuovo (e non per caso) il film “L’auberge espagnol”.
Non ricordavo le lacrime di Xavier, in viaggio verso la Spagna, e infine da straniero a casa sua, per le vie di Parigi.

Rifletto.
Forse a volte coglievo altri particolari.

La parola “particolare” in portoghese non esiste.
O meglio, esiste, ma vuol dire “privato”.
Nascono così delle università “particolari”, che di particolare non hanno niente, se non il fatto di farsi pagare un sacco di soldi, ed essere l’unica fonte di accesso alla conoscenza che conti qualcosa, in futuro. Che, di fatto, è un investimento sul futuro che qualcuno che ci tiente molto a te ti regala.

Ricordo di aver sentito per la prima volta questo concetto a Lanciano, diversi anni fa.
Deve essere stato per il Corso, forse più o meno all’altezza della “Perla nera”; e allora un po’ mi vergogno di starmene all’una e 15 a scrivere al computer.

Penso a quanti “filonari” i gestori di quel locale hanno visto e continuano a vedere. Chissà se si chiedono anche il perchè di tanto successo tra i ragazzini sbarbati delle superiori, o se si limitano a servirgli cornetti e cappuccini che li aiutino a sentirsi più grandi.
Noi, per il filone, si andava al reparto video della biblioteca comunale, dove si risolveva la mattinata senza spendere una lira. Forse giusto una pizza al forno Susi, tutto lì.

Mmm, la pizza al prosciutto di Susi! Eheh, solo chi l’ha mangiata sa di cosa sto parlando.
Penso a quella volta in cui uscimmo di soppiatto dal teatro Fenaroli per andare a gustarcela.
Cosa non si faceva, per il gusto di trasgredire.

Hasta la porchetta siempre

… e ridere di questi giorni… 23 settembre 2007

Posted by Mauro Italiano in Films, France, Viaggi.
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6 ore.

E poi si parte. Finalmente.

Aria nuova, che arriva un po’ da tutte le parti, e da alcune di queste… è davvero inaspettata.

Ma la respiro tutta, la butto giù e me la tengo stretta, per quando (speriamo magari di no) dovesse disgraziatamente venire a mancare di nuovo.

One day I’ll fly away…
leave all this to yesterday…
What more could your love do for me,
when will love be through with me…

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